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Replica alle dichiarazioni sui rapporti tra Arssa e Fondazione Terina
Appare francamente pretestuoso e forzato il coinvolgimento della Fondazione Mediterranea Terina e del suo presidente nella polemica innescata circa i destini dell’Arssa che da un po’ di giorni tiene banco.Dalle autorevoli personalità che si sono avvicendate sulla stampa, alimentando un certo panico non senza talvolta ricorrere ad una buona dose di fantasia, devo dire, mi sarei aspettato un atteggiamento piu’ prudente e comunque improntato al senso di responsabilità.Al contrario, abbiamo assistito, e continuiamo ad essere testimoni di uno stillicidio mediatico di ipotesi lunari e accuse assurde basate su presunti complotti orditi ai danni dei lavoratori ex Arssa o di non so chi.Addirittura mi è stata attribuita l’intenzione di voler procedere unilateralmente al trasferimento tout-court dei lavoratori dell’Agenzia nei ranghi della Fondazione Mediterranea- Terina, quasi che spetti al sottoscritto decidere dei destini di quelle tante professionalità.Non è corretto.E’ vero che esiste un problema legato al ruolo che dovranno assumere alcuni servizi dell’ex Arssa una volta completato l’iter della soppressione avviato dalla Regione Calabria in attuazione di un’apposita legge finalizzata a riordinare e razionalizzare gli enti strumentali.Altrettanto vero ,però, è che non si può imputare alla Fondazione Mediterranea Terina la volontà di risolvere il problema accaparrandosi personale e servizi dell’ex Arssa in spregio a qualsivoglia concertazione con le parti interessate e, soprattutto, in assenza di una chiara decisione politica che tenga conto di ogni aspetto, in primis dei legittimi dubbi avanzati dai sindacati.Infatti, né il sottoscritto né chi ricopre incarichi dirigenziali nell’ambito di questa struttura, che ricordo essere in house alla Regione, ha mai avanzato pretese in tal senso o espresso disponibilità alcuna ad accorpare l’ex Arssa.E sfido a dimostrare il contrario.Certo, il dibattito in corso evidenzia come non sia piu’ differibile la soluzione da dare ai problemi connessi alla soppressione dell’Agenzia, anche per rispondere alla richiesta di certezze proveniente da un personale che aspetta con impazienza di mettere pienamente a disposizione del mondo agricolo calabrese i saperi e le competenze acquisiti in anni di lavoro.Ma torniamo al ruolo della Fondazione.Fosse un ‘notabilato’, come lo sono purtroppo molte entità e sodalizi, l’attuale “Terina”, che mi onoro di presiedere, e della quale sono stato Direttore Generale negli anni in cui essa era ancora una Spa partecipata dalla Regione , non sarebbe assurta al rango di eccellenza riconosciuta sui fronti strategici della ricerca e della sicurezza agroalimentare, fatta di giovani ricercatori e dipendenti che, nel silenzio, lavorano sodo e sviluppano idee.Vantiamo un ruolo leader in un settore vitale per l’economia calabrese perché, in aderenza alle previsioni statutarie, ci sforziamo con i fatti di promuovere, sostenere e realizzare attività di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo nonché di occuparci del trasferimento dell’innovazione, dell’alta formazione e diffusione della cultura scientifica con particolare riferimento ai settori agricolo ,agroalimentare, agroindustriale ed ambientale.Ricordo con orgoglio quando queste competenze, in una puntata andata in onda nel marzo del 2008, furono ‘certificate’ dal vaglio severo della trasmissione “Report” .Senza contare che è in via di attuazione un agreement con l’Organizzazione Mondiale della Sanità in base al quale la Fondazione avrà modo di assolvere al ruolo di punto di riferimento per il bacino del Mediterraneo della prestigiosa OMS.Dunque, non abbiamo bisogno di accorpamenti arruffoni o di propiziare spacchettamenti di enti e agenzie per dare un senso alla nostra ‘mission’ che è già di per sé abbastanza chiara e sotto gli occhi di chi sa rendersi conto e possiede una visione prospettica.La Fondazione Terina è un’opportunità della Regione per la Regione.Se questa opportunità può significare l’avvio di una sinergia effettiva con i centri d’eccellenza dell’ex Arssa, vista anche la consonanza di scopi, ed anche per evitare odiose dicotomie e sovrapposizioni che in Calabria nel tempo hanno prodotto sprechi senza risultati, saremmo ben lieti di fare la nostra parte nella consapevolezza che un processo di questo genere non andrebbe mai e poi mai ad incidere negativamente , com’è stato affermato in malafede, sui diritti acquisiti dai lavoratori dell’Arssa i quali, manterrebbero i profili pienamente legittimati senza perdere lo status giuridico ‘pubblico’.Un po’ come accadde per i dipendenti delle Ferrovie Calabro-Lucane che si sono trovati in una situazione non dissimile ma che poi sono riusciti a conservare per intero lo stato giuridico di provenienza.Affermare il contrario, seguitando a creare panico e preoccupazione, significa negare a priori la possibilità che i know how di Arssa e Terina possano unirsi sullo stesso fronte per mettere le ali all’agroalimentare made in Calabria sì da creare sviluppo e occupazione.
E’ questo ciò che si vuole?
Leopoldo Chieffallo
Presidente Fondazione Mediterranea Terina